giovedì 19 gennaio 2012

UBIS: ZAINETTO D’IMBARCO

Sono ripresi settimana scorsa gli incontri in UniCredit.


L’argomento del giorno è la trattativa su UBIS (il famoso Consorzione).


C’eravamo lasciati il 17 dicembre scorso con i tempi della trattativa scaduti e prorogati al 27 gennaio 2012, e la trattativa nemmeno iniziata.


Nel frattempo i colleghi in questione sono entrati nella nuova Società, dotati dall’azienda di uno zainetto, ma non con le garanzie, che nel gergo sindacale solitamente vengono attribuite a questo termine.


NO, uno zainetto vero e proprio.


Dentro c’era una dicitura che avrebbe voluto essere di buon auspicio, magari spiritosa, ma che assume un significato piuttosto ambiguo:


“Biglietto per imbarco immediato”


Non è certo il miglior saluto di benvenuto che UBIS poteva dare ai suoi lavoratori, soprattutto visto che lo “zainetto” in materia di garanzie risulta essere, al momento, pesantemente vuoto!


Nel merito della trattativa la posizione di Unità Sindacale Falcri/Silcea non è cambiata, i lavoratori provenienti da UGIS, da UCBP, da URE e da Capogruppo “entrati” in UBIS devono aver certificate in un accordo sindacale le seguenti doverose garanzie:

  • garanzie occupazionali, secondo gli schemi già previsti nei precedenti accordi di UniCredit con l’impegno a definire ulteriori stringenti tutele nel caso di operazioni concrete (come nel caso di SSC);
  • garanzie sul mantenimento delle prerogative contrattuali, sia inquadramentali sia collegate a prassi o benefit aziendali o di gruppo, sulle quali l’Azienda ha assunto delle posizioni non condivisibili che abbiamo stigmatizzato (vedi messa in discussione dei part-time esistenti, delle flessibilità di orario o di emolumenti quali il premio di fedeltà per i 25 e 35 anni di servizio);
  • garanzie stringenti sulla conferma della multipolarità con mantenimento dei poli attualmente esistenti;
  • garanzie per il rafforzamento dell’area contrattuale del credito, peraltro già presenti anche nel CCNL vigente.
In questo frangente non è ammissibile far trascorrere il tempo senza costrutto: i problemi vanno affrontati e risolti e in caso contrario gli scioperi indetti non dovrebbero essere revocati senza il raggiungimento di una soluzione.

Nella situazione attuale incidono negativamente anche la riforma Monti/Fornero che avrà sicuramente degli impatti sul Piano Strategico di Unicredito, l’aumento di capitale, con le ripercussioni sul corso del titolo e il rischio paese che grava sull’Italia e sul futuro dell’Europa .


Tutti questi fattori concorrono a creare uno scenario macro-economico preoccupante.


A maggior ragione è necessario dare risposte certe ai colleghi, in tempi credibili e incalzando l’Azienda con richieste concrete ed esigibili.


Milano, 18 gennaio 2012

UNITÀ SINDACALE Falcri/Silcea

Organo di coordinamento del gruppo UniCredit